Airone cenerino

Airone cenerino

Nome scientifico: Ardea cinerea - classificato da Linnaeus nel 1758
appartiene alla Famiglia degli Ardeidi
In sardo viene detto: Currulìu, tzurrulìu, tzurrullinu

E’ una specie facile da avvistare nelle nostre zone umide perché abbondante, diffusa e di grandi dimensioni e inoltre non è particolarmente timida. Anche se è una specie migratrice, la si può avvistare tutto l’anno, la nidificazione però, in Sardegna, è rara. E’ una specie tutelata a livello nazionale e regionale. Ama le zone umide d’acqua dolce ma anche le aree lagunari, nella maggior parte dei casi con vegetazione costituita da boschi di pioppo e salice.

 

Come riconoscerlo. E’ una specie molto grande, non passa inosservata. Si distingue facilmente dagli altri aironi per le grandi dimensioni e il colore grigio inconfondibile. Ha un collo molto lungo e flessibile, la gola bianca presenta delle striature nere che vanno sino al petto. Anche la parte posteriore della testa e l’attaccatura delle ali sono nere. Negli adulti è presente un ciuffo di penne allungate e pendenti, sempre nere, che scendono dalla nuca. Negli esemplari giovani queste piume ornamentali mancano e tutto il piumaggio è, in generale, più scuro. Le zampe, gli occhi e il becco sono gialli. Quest’ultimo è robusto e molto appuntito. Non vi sono segni particolari per distinguere le femmine dai maschi; solitamente i maschi sono un po' più grandi. Come tutti gli aironi, vola tenendo il collo ripiegato a S.


Riproduzione. Nidifica in “Garzaie”, cioè insieme ad altre specie di aironi. Inizia la costruzione del nido già nel mese di febbraio, lo costruisce con rametti secchi intrecciati a formare una grossolana piattaforma. A marzo vi depone circa 4-5 uova. Una volta venuti alla luce, i pulcini sono nutriti dalla madre per 50 giorni, poi si alimentano da soli diventando giovani indipendenti.

 

Alimentazione. Si nutre di pesci, rane, girini, bisce d’acqua, invertebrati e piccoli mammiferi, che trafigge facilmente grazie al robusto e lungo becco.