Cardinale sanguineo

Cardinale sanguineo

Ordine: Odonata

Famiglia:  Libellulidae

Genere: Libellula

Specie: Sympetrum sanguineum (Muller 1764).
La famiglia dei libellulidi comprende relativamente poche specie caratteristiche per le grandi dimensioni e per la struttura del corpo molto arcaica. Si conoscono fossili di animali molto simili a quelli attuali fin dal Giurassico. Si tratta insomma di veri e propri “fossili viventi” che solcano il cieli e le acque della Terra da almeno 200 milioni di anni.
Molto comuni in tutta Europa fino ad una quarantina di anni fa, sono ancora frequenti nei pochi luoghi ancora idonei alla riproduzione, ma sono scomparsi da gran parte del loro areale a causa dell’inaridimento del territorio e dell’inquinamento delle acque.

 

Come riconoscerlo. Il maschio adulto è inconfondibile per il colore rosso dell’addome. La femmina è invece di un più mimetico colore giallastro o verde-oliva, simile a quello di altre specie affini da cui si distingue, comunque, per le zampe completamente nere. Entrambi i sessi sono di dimensioni ragguardevoli per degli insetti europei. Circa quattro centimetri di lunghezza e 5-6 di apertura alare. Caratteristici sono anche gli occhi molto grandi e globosi che permettono di vedere contemporaneamente tutto intorno all’insetto; avanti e dietro, sopra e sotto.
Si può incontrare ovunque vi siano ampi spazi aperti: prati, pascoli ed perfino giardini, ma per riprodursi ha bisogno di stagni e corsi d’acqua con poca corrente e molta vegetazione sommersa. Per questo il suo areale si è molto ridotto negli ultimi decenni.
In volo, questa libellula può essere molto veloce, ma può anche rimanere ferma a mezz’aria, come un elicottero. Posata, rimane con le ali aperte, perpendicolari al corpo. Una caratteristiche che distingue a colpo d’occhio i libellulidi dagli altri odonati.
La larva vive invece in acqua, dove nuota molto agilmente usando le robuste zampe come remi. Ha una sagoma che ricorda vagamente un ragno, ma se ne distingue perché ha solo sei zampe e sul dorso si vedono gli abbozzi delle future ali. Le mandibole della larva sono falciformi e molto sviluppate.
Una peculiarità di questa, come di altre grandi libellule, è quella di vivere anche alcuni anni come adulto e compiere regolari migrazioni stagionali, come molti uccelli.   In Europa si trova da Luglio a Novembre, mentre per il resto dell’anno vive in Nord Africa.   Da notare che l’acqua gli è necessaria solamente in estate per riprodursi.   Per il resto, può vivere tranquillamente anche in zone aride, purché ricche di moscerini ed altri piccoli insetti volatori.


Riproduzione. L’accoppiamento avviene in volo. Durante il volo nuziale, il maschio afferra la femmina dietro la testa con un’apposita forcella che porta in cima all’addome. Quindi il volo prosegue in coppia, finché si posano. A questo punto la femmina si aggrappa con le zampe all’addome del maschio e protende il suo fino a toccare il corpo del compagno. Avvenuta la fecondazione, i due lasciamo la reciproca presa e riprendono a volare. La femmina ronza radente la superficie dell’acqua in cui depone le uova, una ad una, immergendo l’addome sotto il pelo dell’acqua in modo da evitare che galleggino. Nel frattempo, il maschio pattuglia la zona volando più in alto.   Se si avvicina un altro insetto che potrebbe disturbare l’ovo deposizione, il maschio lo attacca. Se, invece, si avvicina un predatore, tipo un uccello, il maschio lo attira su di se, creando un diversivo.
Le uova cadono sul fondo e, quando schiudono, le larve si attaccano alla vegetazione che esplorano alla ricerca di prede. Per respirare vengono periodicamente a galla ed afferrano delle bolle d’aria fresca con la punta dell’addome. Quando hanno raggiunto dimensioni sufficienti (circa 6 cm), si arrampicano fuori dell’acqua, lungo uno stelo cove formano la crisalide. Da questa esce l’incetto adulto, con le ali completamente accartocciate. Si arrampica allora sulla cima dello stelo su cui si trova, in modo da prendere più sole possibile. La luce ed il calore fanno distendere ed irrigidire le ali, rendendole atte al volo. Ma è il momento più pericoloso della loro vita. Devono infatti stare ferme, in piana vista, senza nessuna possibilità di fuga.

 

Alimentazione. Le larve sono fra i predatori acquatici più aggressivi, arrivando ad attaccare ed uccidere anche prede più grosse di loro: insetti e larve, vermi, molluschi, anfibi e piccoli pesci.
Anche gli adulti sono dei temibili predatori, ma di insetti volanti. Non per nulla in Inglese si chiamano “dragonfly”. Le libellule pattugliano, infatti, gli spazi aperti ed attaccano in volo soprattutto mosche e moscerini. A loro volta possono essere attaccate da uccelli come il Gruccione, ma non è scontato l’esito dello scontro in quanto le grosse libellule sono molto robuste e combattive.
Ogni esemplare sceglie e conosce un proprio territorio di caccia, che delimita posandosi a riposare sempre sugli stessi posatoi. Le altre libellule della stessa specie evitano le zone già occupate.