Complesso stagnale di Baiocco, Porto Botte e Mulargia

Complesso stagnale di Baiocco, Porto Botte e Mulargia

Descrizione. Questa zona umida (187 ha) è inserita nel golfo di Palmas, dietro la spiaggia di Porto botte. E’ costituita  da 3 bacini, denominati: stagno di Baiocco, stagno di Porto Botte e stagno di Mulargia. L’area è stata interessata, fin dai tempi passati, da diversi interventi di bonifica che ne hanno in parte cambiato la naturale conformazione. Sono collegati tra loro da dei canali artificiali e ricevono le acque dallo stagno di Maestrale, facente parte della vicina area umida di Porto Pino. Un tempo, nel bacino di Porto Botte, sfociava il rio Palmas, con le sue acque dolci. Oggi il rio è stato deviato per permettere l’utilizzo del bacino da parte delle saline.


Vegetazione. E' costituita prevalentemente da specie alofile, quali: il salicornieto; piccoli aggruppamenti di Tamerici; tra i quali è presente la Tamerice di dalmazia, e i Giuncheti.
L’ambiente circostante gli stagni è caratterizzato dalla presenza di dune costiere con Ginepro. Si possono osservare inoltre coltivi e radure in cui la vegetazione più rappresentata è la macchia bassa a dominanza di Lentisco.


Fauna. Tra le numerose specie di uccelli presenti in queste aree umide possiamo evidenziare la presenza: della Volpoca, del Falco di palude, del Gabbiano corso, del Pollo sultano, dell’Occhione e del Gabbiano roseo. Tra le presenze invernali spicca quella del Marangone dal ciuffo, dell’Airone bianco maggiore e del Beccapesci. Tra le specie di anfibi è presente il Rospo smeraldino e la Raganella sarda. Tra i Rettili la Lucertola tirrenica, la Lucertola campestre, il Gongilo e il Biacco.Tra i mammiferi, è presente il Coniglio selvatico e la Volpe.


Attività Produttive. I tre bacini vengono utilizzati come vasche di prima evaporazione dalle vicine Saline di S. Antioco. La pesca non è praticata a causa dell’alta salinità delle acque che impedisce la sopravvivenza delle specie ittiche di interesse commerciale.


Problematiche. Le trasformazioni strutturali di questi stagni, avvenute negli anni passati, hanno cambiato, in parte, gli habitat naturali in essi presenti, modificando anche la fauna che li frequentava.