Ditisco

Ditisco

Ordine: Coleoptera

Famiglia: Dytiscidae

Genere: Dytiscus
Specie: Dytiscus marginalis Linnaeus 1758.

La famiglia dei ditiscidi comprende centinaia di specie, perlopiù di piccole dimensioni. Il ditisco marginato è uno dei più grandi e, un tempo, più comuni. Oggi è viceversa molto raro e localizzato perché per vivere ha bisogno di acque limpide permanenti, ricche di vegetazione sommersa. Qualcosa di oramai quasi completamente scomparso dal nostro paesaggio, caratterizzato da torrenti e stagni secchi per la maggior parte dell’anno, oppure inquinati.
Come le altre specie di acqua dolce, nelle zone costiere anche il ditisco marginato tende a scomparire a causa dell’ingresso di acque marine nei fiumi e nei laghi. Anche questo un fenomeno legato sia al cambiamento climatico, sia all’eccessivo sfruttamento delle acque interne.
Infine, è sensibile anche all’inquinamento luminoso. Infatti, di notte si sposta da una stagno all’altro volando ed è attratto dalle luci, dove va a morire.
Più adattabili e dunque più comuni, sono altre specie, molto più piccole, ma con un comportamento simile.

 

Come riconoscerlo. L’adulto è inconfondibile per le sue dimensioni  ragguardevoli per un insetto europeo (circa 4 cm). Il corpo compatto ed estremamente idrodinamico, il colore verde oliva con margini gialli. Il maschio ha il dorso (elitre) liscio, mentre la femmina ha delle scanalature longitudinali. In acqua è veloce ed agile, nuotando con le zampe posteriori, dotate di un’apposita frangia di setole. Sul terreno arranca invece con difficoltà, mentre è un volatore molto forte.
La larva è difficile da distinguere da quelle dei altri insetti, in particolare da quelle delle libellule. Ha il corpo lungo e molle che, di solito, viene tenuto piegato verso l’alto. All’estremità dell’addome c’è una specie di forcella che serve sia per nuotare, che per “appendersi” al pelo dell’acqua e per trattenere l’aria che l’animale respira mentre è sott’acqua. Anche gli adulti prendono fiato lasciando affiorare l’estremità dell’addome, ma hanno un apposito spazio sotto le elitre per trattenere l’aria che gli serve come una vera “bombola” da sub.
Le zampe sono lunghe e sottili. La bocca dotata di lunghe mandibole.
Sia le larve che gli adulti sono velenosi. Quasi tutte le specie non sono in grado di bucare la pelle umana, me le specie maggiori (fra cui il ditisco marginato), possono infierire dei morsi molto dolorosi se maneggiati senza cautela.

 

Riproduzione. L’accoppiamento avviene sott’acqua. Il maschio si aggrappa al dorso della femmina grazie ad una sorta di ventose di cui sono dotate le sue zampe anteriori. La femmina depone poi alcune centinaia di uova, una per volta iniettandole nei tessuti di piante acquatiche. Essendo questa un’operazione lunga e delicata, la deposizione dura molti giorni.
Alla schiusa, le larve si nutrono da sole finché non hanno raggiunto dimensioni sufficienti (fino a 6 cm di lunghezza). Quindi si seppelliscono nel fango vicino alla sponda, dove formano la pupa da cui escono gli adulti.

 

Alimentazione.Sia le larve che gli adulti sono predatori  ferocissimi. Di solito aspettano nascosti nella vegetazione e, quando, una possibile preda passa loro a tiro, la attaccano cercando di ucciderla con un morso. Entrambi sono quindi nuotatori molto veloci ed agili. Per mangiare la preda uccisa, le larve iniettano attraverso le mandibole dei succhi che in pratica digeriscono la carne, trasformandola in un liquido che la larva aspira.
Gli adulti hanno invece una bocca dotata di due paia di mascelle con cui masticano la preda.
Perlopiù mangiano altri insetti e larve, vermi, molluschi, avannotti e girini, ma attaccano con successo anche prede più grosse di loro come piccoli pesci ed anfibi adulti.
Le larve vengono predate da altri insetti e larve, come anche da pesci ed uccelli, come gli adulti delle specie piccole. I grandi ditischi adulti sono invece attaccati solo da alcuni uccelli perché troppo coriacei per la maggior parte dei predatori.