Euprotto sardo

Euprotto sardo

Famiglia: Salamandridae

Nome scientifico Euproctus platycephalus

E’ una specie endemica della Sardegna che un tempo presentava un’ampia distribuzione in tutta l’isola. E’ una specie solitaria che vive nei corsi d’acqua permanenti, limpidi con fondo roccioso, sabbioso o misto, per lo più privi di vegetazione e con deboli correnti. Durante l’inverno va in letargo e nella stagione più calda va incontro ad una sorta di latenza estiva. In primavera ed in autunno si può trovare sotto i sassi e i detriti dei torrenti o lungo le sponde.


Come riconoscerlo. Anfibio di piccole dimensioni, di solito raggiunge gli 11-12 cm. Si distingue per a testa appiattita, poco più lunga che larga, di forma triangolare e poco distinta dal corpo, il muso è arrotondato e la bocca si presenta larga con lingua ovale estroflessibile; occhi sporgenti. Coda compressa sui lati, arti poco sviluppati e di media lunghezza. Colorazione delle parti dorsali di color bruno o olivastro con chiazze ruggine, verdastre o nere ed una striscia vertebrale rossastra; le parti ventrali sono più chiare, grigio chiaro – biancastro, con delle macchie scure evidenti, più rade nelle femmine, sempre presenti sulla gola. Il  maschio ha dimensioni maggiori rispetto alla femmina ed è provvisto, nella parte esterna della zampa, di uno sperone simile a un dito supplementare.


Riproduzione. La riproduzione avviene in acque basse a metà della primavera (aprile) e talvolta in autunno. Durante il periodo della fregola, gli Euprocti si riuniscono in coppie. La deposizione delle uova si protrae per molto tempo, da 3 a 5-6 mesi, durante il quale la femmina depone mediamente circa 140 uova che vengono attaccate singolarmente sulla faccia inferiore delle pietre. Le uova si schiudono dopo circa un mese; la metamorfosi si compie tra i 10 e i 15 mesi. La larva è strettamente acquatica, a respirazione branchiale.


Alimentazione. Sia le larve che gli adulti sono predatori e si cibano in prevalenza della fauna macrobentonica, ma anche di grossi insetti. La specie viene a sua volta predata da bisce d’acqua e trote fario