Raganella sarda

Raganella sarda

Nome scientifico: Hyla sarda classificata da De Betta nel 1857
Appartiene alla Famiglia degli Ilidi
In sardo viene detto: arranedda

E’ una specie facile da avvistare perché molto comune in tutta la Sardegna. E’ endemica della Corsica, della Sardegna e dell’Arcipelago Toscano, cioè si trova solo in questi posti. E’ facile da riconoscere perché molto più piccola degli altri anfibi e ha un colore e un aspetto inconfondibili. E’ una specie tutelata, soprattutto a livello Nazionale. E’ molto legata all’acqua, vive su cespugli e arbusti in vicinanza di stagni, acquitrini, pozze o corsi d’acqua. Ha una spiccata resistenza alle condizioni di aridità prolungata, rispetto alle altre specie di raganelle può tollerare tassi di salinità maggiori. L'habitat ideale si trova in pianura o collina. Vive in gruppo, è generalmente notturna ma può uscire anche di giorno, in giornate fresche e umide, durante le ore più calde si rifugia in luoghi ombreggiati e riparati.


Come riconoscerla. E’ una raganella di piccole dimensioni, presenta una pelle liscia e piuttosto viscida, una colorazione verde-brillante o olivastra, una stria scura sul fianco e il ventre biancastro. La striatura ha inizio dalla narice e prosegue, attraverso l’occhio, fino al fianco. La testa risulta più larga che lunga e poco distinta dal corpo, ha occhi grandi e sporgenti, le pupille sono orizzontali ed è chiaramente visibile il timpano. Le dita presentano delle dilatazioni simili a ventose alle estremità che le permettono di arrampicarsi anche su superfici lisce. I maschi si distinguono dalle femmine per avere, in periodo riproduttivo, dei calli sulle dita degli arti anteriori ed il sacco vocale, posto sotto la gola.

 

Riproduzione. I canti di richiamo dei maschi possono iniziare da gennaio e finire ad ottobre, ma la riproduzione avviene da marzo a luglio, in acqua, negli stagni, acquitrini e anche nei fontanili; si riproduce in genere una volta l’anno. La femmina depone fino a 1000 uova, attaccandole alla vegetazione sommersa in piccole masse gelatinose. La schiusa avviene dopo circa una-due settimane ed il ciclo larvale si conclude al trascorrere di 2-3 mesi.

 

Alimentazione. Gli adulti si cibano esclusivamente di insetti, mentre le larve hanno una dieta prevalentemente detritivora.