Rana di Lessona

Rana di Lessona

Nome scientifico: Pelophylax lessonae classificata da Camerano nel 1882
Appartiene alla Famiglia dei Ranidi
In sardo viene detto: Arrana, Granotta, Rena

E’ una specie non facile da avvistare perché molto rara in tutta la Sardegna, non è infatti una specie sarda (specie alloctona). E’ presente in tutta Italia, nella nostra isola è stata introdotta in tempi abbastanza recenti (anni '50). Non è molto facile da riconoscere, spesso viene confusa col Discoglosso sardo o con il Rospo smeraldino. E’ una specie tutelata a livello regionale. Predilige le acque lente o ferme, come stagni, paludi, canali o pozze d’acqua ben assolate. E’ possibile incontrarla anche nei fontanili, nelle vasche per la raccolta d’acqua piovana e negli stagni artificiali per l’irrigazione e per la pesca sportiva. E’attiva tanto nelle ore diurne che in quelle notturne. Tra la fine di ottobre e i primi di marzo cade in letargo che passa sul fondo delle pozze d’acqua o in piccole buche, non è raro però che interrompa il letargo se le condizioni climatiche sono favorevoli. Può allontanarsi dall'acqua anche di alcuni chilometri perché capace di interrarsi per sfuggire ad eventuali condizioni sfavorevoli.

 

Come riconoscerla. Ha il muso appuntito e la testa triangolare. La lingua è biforcuta, la pelle è liscia con colorazione del dorso che va dal verde-giallastro al verde-oliva, con macchie più scure e una linea medio-dorsale più chiara. Il ventre è biancastro. Le zampe posteriori presentano delle strisce scure. I maschi sono più grossi delle femmine, provvisti di due sacchi vocali esterni vicino agli angoli della bocca, inoltre possiedono gli avambracci più grossi e un cuscinetto carnoso sul pollice.

 

Riproduzione. La stagione riproduttiva ha luogo tra aprile e giugno inoltrato, in questo periodo gli adulti si riuniscono numerosi presso i punti d'acqua e i maschi gracidano sia durante il giorno che la notte. Le femmine depongono circa 10.000 uova, riunite in un ammasso gelatinoso attaccato alla vegetazione sommersa, dalle quali sgusciano i piccoli girini dopo circa due settimane; la metamorfosi si completa dopo due – tre mesi dalla schiusa.

 

Alimentazione. Si nutre prevalentemente di insetti, le prede vengono catturate sulla superficie dell’acqua o sulla terra ferma; è una specie molto vorace e pratica il cannibalismo soprattutto sui girini e sui giovani. I girini sono onnivori, si cibano cioè sia di animali che di piante.