Stagno di Platamona

Stagno di Platamona

Lo stagno di Platamona è situato nella fascia costiera antistante il Golfo dell'Asinara. Ospitato in un’estesa depressione retrodunale, lo stagno è ciò che resta di un’area umida che originariamente doveva avere più vasta estensione ridottasi e modificatasi nei secoli a causa delle bonifiche, dei drenaggi e dell’alterazione del regime idraulico: l’originaria foce a mare dello stagno che garantiva lo scambio con il mare fu infatti interrata in epoche recenti per lo sfruttamento turistico del litorale e sostituita da un canale che raggiunge il mare dall’estremità occidentale dello specchio d’acqua attuale, ma che non assicura la stessa funzionalità.

Analogamente anche il regime degli apporti di acqua dolce si è modificato nei decenni per il sempre maggiore sfruttamento ad uso irriguo delle acque superficiali e sotterrane e per la regimazione del fiume Silis. L’insieme di questi fattori ha certamente determinato una variazione del regime idraulico e della qualità delle acque dello stagno, che conserva comunque una grande importanza naturalistica.

La debole salinità delle acque consente lungo le sponde dello stagno lo sviluppo di vaste estensioni di vegetazione igrofila a canneto e giuncheto, ideali per la nidificazione degli uccelli acquatici. Intorno allo stagno, soprattutto a sud dello stesso, sono presenti anche aree incolte parzialmente acquitrinose e zone di macchia mediterranea aperta, dove vivono numerose specie faunistiche tipiche delle coste mediterranee.

 

Lo stagno di Platamona è caratterizzato da un contingente floristico che annovera numerosi taxa endemici e/o d’interesse fitogeografico quali Romulea requienii; Romulea rollii ed è una delle più importanti zone umide del nord della Sardegna per estensione e per livello di biodiversità.

 

Rappresenta un importante luogo di sosta per numerose specie di avifauna di passo e/o svernanti, tra i quali: Botaurus stellaris (Tarabuso), Nycticorax nycticorax (Nitticora), Ardeola ralloides (Sgarza ciuffetto), Bubulcus ibis (Airone guardabuoi), Egretta alba (Garzetta), Ardea cinerea (Airone cenerino), Plegadis falcinellus (Mignattaio), Platalea leucordia (Spatola), Phoenicopterus ruber (Fenicottero), Himantopus himantopus (Cavaliere d’Italia) e alcuni Caradriformi quali Charadrius dubius (Corriere piccolo), Philomachus pugnax (Combattente), Tringa glareola (Piro piro boschereccio). Importante la presenza  di specie quali Sterna hirundo (Sterna comune), Sterna albifrons (Fraticello), Chlidonias hybruidus (Mignattino piombato) e Chlidonias niger (Mignattino). Tra i passeriformi di canneto presenti nell’area umida vi sono: Alcedo atthis (Martin Pescatore), Luscinia svecica (Pettazzurro), Acrocephalus melanopogon (Forapaglie castagnolo).