Stagno Longu e foce del Rio Posada

Stagno Longu e foce del Rio Posada

Situata a sud-est dell'omonimo centro abitato lungo la costa centro-settentrionale della Sardegna, la foce del Rio Posada è caratterizzata da un delta unico per l’articolazione di meandri, anse, foci fossili risultato della divagazione della foce nel corso dei millenni.
L'alimentazione dell’area è prevalentemente legata alla porzione di bacino del Rio Posada, posta a valle dello sbarramento artificiale di Maccheronis, che si sviluppa su una superficie di 87,75 chilometri quadrati.
A questi vanno inclusi gli apporti idrici del Rio S. Caterina e dei piccoli tributari, le cui scaturigini si originano lungo i versanti meridionali di M.te Longu e M.te Gradas.

ll settore morfologicamente più significativo è costituito dalla depressione di retrospiaggia, caratterizzata da sabbie eoliche e dai canali residuali delle antiche foci del Rio di Posada e del Rio di S.Caterina, e dal cordone di spiaggia, rivolto ad est e debolmente arcuato, che si sviluppa tra i promontori di Torre San Giovanni e Monte Orvili.


L’area della foce comprende lo stagno Longu collegato agli impaludamenti di Posada mediante una serie di canaletti contorti e circondato da una pineta artificiale che al suo interno racchiude piccoli specchi d'acqua stagnante.
Lo Stagno Longu riceve le acque dolci del Rio Posada ed è in comunicazione col mare tramite la bocca artificiale di Sos Palones, in corrispondenza dell'estremità meridionale dello stagno. Il ricambio delle acque salate è spesso rallentato dalle dimensioni ridotte e dalla irregolarità dei canali che fungono da raccordo tra il mare e lo stagno stesso, e influenza quindi solo limitatamente la concentrazione salina delle acque.


In funzione del gradiente di salinità che caratterizza l’area della foce del Rio Posada, si osservano diversi tipi di associazioni vegetali: Ruppia maritima e Chaetomorpha linum (Chaetomorpho-Ruppietum) nella zona lacustre, Phragmitetum communis nelle zone dulciacquicole presenti in corrispondenza degli immissari dello stagno e nel tratto finale del fiume, tamerici e oleandri lungo il greto del rio e specie alofile nei tratti a maggiore salinità tra cui Arthrocnemum fruticosum. Inula crithmoides e Halimione portulacoides. L'associazione a Spartina juncea si sviluppa in terreni soggetti a periodici inondamenti.


Molto ricco il contingente faunistico grazie alla varietà di ambienti che caratterizza l’area della foce e che garantisce riparo, alimentazione, sosta e nidificazione ad un elevato numero di specie.